FASE 3 BANK OF JAPAN

21 Settembre 2016

 

La BoJ ha deciso di condizionare la curva dei rendimenti dei tassi sia a breve che a lungo termine. Il Governatore ha dichiarato che è intenzione della banca di mantenere un rendimento zero sui bond decennali nipponici e così facendo tende a rendere più ripida la curva dei tassi; si impegna anche a superare l’obiettivo target del 2% di inflazione attraverso un ulteriore allargamento della base monetaria, che a oggi è già al 100% del PIL mentre in USA e UE è al 20%. Manovra pericolosa che potrebbe sfuggire di mano in caso di una ripresa galoppante dei prezzi al consumo e alla produzione, tutta questa base monetaria potrebbe rivelarsi come un deposito di benzina pronto a esplodere in maniera incontrollata.

PIL ITALIA

16 Settembre 2016

 

Dal 2000 al 2015 il Pil Italiano è diminuito dello 0,5%, gli altri Stati europei hanno fatto molto meglio: Spagna +23%, Francia e Germania +18% ( studio Confindustria), non c’è che dire… siamo affetti cronici da malattia di bassa crescita. Questo quadro si aggrava considerando lo scenario globale sempre più competitivo e che ci porta un’urgenza delle riforme in campo economico improcrastinabile. La domanda interna rimane al palo considerando che abbiamo 7 milioni di persone in cerca di lavoro e che quindi hanno limitate capacità di spesa ( pensate quale propensione al consumo avrebbero queste persone se trovassero un impiego e quale crescita della domanda interna andrebbero a realizzare); abbiamo perso durante la Crisi il 25% del tessuto industriale nazionale; il carrozzone burocratico che ostacola la libera impresa e i quasi 4 milioni di dipendenti pubblici la cui parola “produttività” è per molti ancora sconosciuta; corruzione dilagante a tutti i livelli politico-economici; incapacità di difendere e sviluppare il Made in Italy; solo l’export è risultato componente nettamente positivo in questi anni, ma il suo peso sul Pil non può essere decisivo come i consumi e gli investimenti.

Per quanto visto sopra più che riforme ci vorrebbe una rivoluzione culturale socio-economica che però vedo lo come uno scenario poco probabile.

POLIZZA VITA

14 Settembre 2016

 

Le assicurazioni sulla vita, dette anche polizza vita, sono contratti stipulati tra un soggetto privato (contraente) e una compagnia assicurativa. Le figure coinvolte nel contratto assicurativo sono:

  • contraente: colui che stipula la polizza e si obbliga al versamento del premio;
  • beneficiario: soggetto giuridico o fisico oggetto di tutela del contratto assicurativo;
  • l’assicurato: il soggetto su cui graverà l’evento;
  • compagnia assicurativa: soggetto giuridico che, a fronte del premio incassato, si obbliga  a proteggere il patrimonio (mobiliare/immobiliare) del beneficiario da eventuali danni a lui/da lui causati, ovvero a corrispondergli  un capitale o una rendita al verificarsi di eventi attinenti alla vita umana.

Esistono tre tipologie di assicurazione vita:

  1. polizza caso morte;
  2. polizza caso vita;
  3. polizza mista.

La polizza caso morte copre il rischio economico incombente sul/sui beneficiari (tipicamente la famiglia) derivante dalla morte prematura dell’assicurato. Il premio viene calcolato attraverso le tavole di mortalità, cioè se un 50enne decide di stipulare una polizza decennale per una copertura di 100.000€ la compagnia assicurativa verifica, in percentuale, quante persone (distinte per sesso) muoiono entro 10 anni dall’età anagrafica dell’assicurato. A oggi abbiamo che circa l’11% non dovrebbe raggiungere i 60 anni, quindi 1 su 10. Ecco che allora il premio dovrebbe ammontare almeno a 1100€ all’anno per fare in modo che la compagnia assicuratrice chiuda in pari (sempre, ricordo, in termine di probabilità) ma, essendo società a scopo di lucro, ci sarà un ricarico sul premio per via dei costi di gestione + il profitto. Realisticamente il premio sarà di almeno il doppio. Ci sono in giro polizze a un costo decisamente inferiore, ma bisogna leggere tutte le clausole che vincolano  l’erogazione del capitale previsto a seconda dello specifico evento accaduto all’assicurato: solo per esempio è escluso il pagamento se si muore suicida, AIDS e delitto doloso che in termini legali fa rientrare anche un infarto mentre ti arrampichi su un albero a cogliere frutti.

Ora chiediamoci se conviene questa protezione dal rischio di premorienza con questa tipologia di contratto: premio decennale=22.000€, eventuale capitale erogato tra 10 anni ai beneficiari=78.000€ che saranno erosi dall’inflazione. Il tutto con una probabilità del 11%. Sarebbe meglio optare per quelle polizze a un costo decisamente inferiore, ma con l’avvertenza di leggere attentamente le clausole di esclusione e di essere sicuri che queste non siano troppo arbitrarie e vaghe tipo “delitto colposo“. Poi bisogna considerare il premio netto che andrà effettivamente per la copertura del rischio, la possibilità di riscatto e con quale penale etc etc. Un consiglio è quello di rivolgervi a un Consulente Finanziario Indipendente.

Al prossimo articolo per le polizze caso vita.

 

PENSIONE

12 Settembre 2016

 

La Legge Fornero sta per essere ritoccata pesantemente così come annunciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Nannicini:

  • anticipo pensionistico vale per tutti( dipendenti privati, pubblici, autonomi, commercianti, partite iva)
  • costerà tra i 50 e 60€ al mese per 20 anni per chi vuole andare 1 anno prima in pensione;
  • sarà senza costo per chi è disoccupato, fa lavori rischiosi e pesanti o comunque in condizioni soggettive di disagio.

Aspettiamo comunque una revisione dei termini per chi ha maturato oltre 42 anni di contributi con il sistema misto retributivo+contributivo. Una revisione doverosa per quei lavoratori che hanno diritto di ritirarsi dal mondo lavorativo dopo un così lungo periodo di contribuzione.

E, detto per inciso, questa sarebbe la 29a riforma o ritocco a una legge pensionistica nel nostro Paese e che comunque il peso delle prestazioni previdenziali sul PIL è passato dal 15% pre Legge Fornero al 17% attuale.

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