LA GERMANIA EGEMONE

10 Maggio 2016

 

Nuovi record nell’export tedesco: +1,9% e -2,3% import, sono dati che fanno riflettere su quanto sia pronunciato il mercantilismo teutonico. Eppure il Trattato di Mastricht prevede non solo vincoli all’indebitamento ma anche sullo sbilanciamento della partite correnti con i paesi UE. E vogliamo ricordare che metà dell’interscambio tedesco è con i Paesi europei, quindi se i severi guardiani dell’austerity e del rispetto fanatico dei vincoli di bilancio non si accorgono che stanno segando il ramo su cui prosperano si prospettano nubi oscure sull’orizzonte dell’integrazione comunitaria.

FALLITO ACCORDO DOHA

18 Aprile 2016

 

L’accordo per congelare la produzione di petrolio è fallita dopo una maratona negoziale di 16 ore, si apre quindi la strada per un nuovo calo del prezzo del greggio e di conseguenza dei listini azionari. L’incontro tra i maggiori produttori di petrolio era destinato a fallire in quanto l’Iran non ha voluto neanche partecipare a questa riunione dichiarando che non avrebbe accettato nessuna quota restrittiva alla sua produzione di oil.

Yen in forte rialzo sul $ e questo ha determinato cali vistosi alla borsa di Tokio soprattutto per le aziende esportatrici, non ultimo hanno pesato i terremoti nel Kyushu che hanno bloccato importanti siti produttivi.

SPREAD BTP-BUND

11 Marzo 2016

 

Lo spread btp-bund rimane costante grazie a Mario Draghi, quello che invece si azzera è lo spread sul costo del finanziamento tra imprese tedesche e quelle italiane. Siamo intorno al 2% di interesse su un capitale richiesto di 1 milione di €. Quindi no more excuse per le aziende italiane per le condizioni asimmetriche sul lato degli oneri finanziari, il campo è livellato su questo aspetto.

Il piano italiano sui non performing loans potrebbe essere copiato dagli altri membri UE. Dati sulla produzione industriale francese molto negativi.

TRIMESTRALI USA

31 Marzo 2016

 

Iniziano domani il flusso dei dati trimestrali delle aziende a stelle e strisce, vedremo così se i listini azionari americani confermeranno le loro performance o dovranno stornare per adeguarsi alle aspettative che emergono dai dati aziendali.

La Yellen ha fatto capire che i rialzi previsti si ridurranno a 2 invece che 4 dando nuovo slancio a Wall Street, questa retromarcia non depone però a favore della credibilità della banca centrale USA che dà l’impressione di seguire troppo l’umore dei mercati finanziari a dispetto di dati su occupazione  e inflazione che indicano la possibilità di un sentiero di crescita graduale dei tassi ufficiali.

Oggi corti sul Dax per 5 contratti con strike price 9980 punti.

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